SIAMO TORNATI DA BERLINO
Siamo andati a Berlino. Abbiamo visto un botto di cose. Tutte in un giorno. Poi è arrivato il venerdì. Abbiamo deciso di scaldarci prima del Berghain con Jake The Rapper al Suicide Circus. Il sudatissimo Jake lo avevamo conosciuto anni fa negli scantinati dei Magazzini a un Pinkispunk in condizioni imbarazzanti e anche questa volta non ci delude. Siamo ancora troppo freschi per superare la selezione del Berghain così ci spostiamo all’Horst Krzbrg da Theo Parrish. Bella gente a soli 2 euro. Siamo pronti, ora inizia il weekend. Arriviamo tra KreuzBERG e FriedrichsHAIN. Il Berghain è famoso per tre cose: la musica, il buttafuori e la agord. Andiamo con ordine: il buttafuori a.k.a. Sven Marquardt a.k.a. “Non parli tedesco? Non entri. Sei solo? Non entri. Sei in coppia? Non entri. Sei con un gruppo di amici? Scordatelo. Sei vestito bene? Stai fuori. Sei vestito male? Torna a casa.”. Non esiste una regola, Mr. Tunonentri è imprevedibile e irremovibile.

Il New York Times lo descrive così: “Yet it could hardly come as such a surprise that he frightens some of the thousands of people who submit to his inspection at the club entrance each weekend. He wears a large metal skull ring on one hand, and one made of a mountain of tiny skulls on the other. His lower lip is pierced twice, and a pointed metal bar runs through his septum. His hands and throat are covered with tattoos, like his face, where if you look closely, a moth flutters among the thorns.”. Sven è un fico. A nulla vi serviranno anni di allenamento alla porta del Plastic, Sven ti farebbe entrare? Sì, cazzo. Sven ci fa entrare. La musica. Un impianto che ti spettina senza perforarti i timpani. Tu pensa a un dj e lui è lì a suonare. Due sale: Berghain e Panorama Bar (e una darkroom, ma questa è un’altra storia). Quale scegliere? Dipende da come vi sale la agord. I bagni sono divisi in due parti: quelli dove non ti puoi eragord e quelli dove non puoi pisciare. La birra costa poco e l’acqua è amarissima. Non si possono fare foto. Ci sono momenti della vita che ti ricorderai per sempre, anche senza bisogno di immortalarli. Morire è bellissimo. Il Berghain è l’inferno e il paradiso.










